Il territorio e la tutela dell'ambiente

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Il territorio e la tutela dell'ambiente

Messaggio Da Admin il Lun Apr 21, 2008 11:35 am

Su un blog napoletano: www.eco-news.it , ho trovato interessanti prese di posizione a difesa dell’ambiente e sui problemi energetici . Sul sito viene talvolta registrato un inspiegabile silenzio da parte delle Associazioni Ambientaliste . Purtroppo la cosa non riguarda, credo, solo Napoli. Se però mi è consentita una nota di sarcasmo, alimentato da anni di nauseato disgusto, su alcuni miei concittadini vorrei sottoporre all’attenzione di tutti l'urbanità di quelle persone, anche delle vicine province, che hanno pensato intelligentemente di riempire tutti (non ne ho trovato uno indenne su tutto il territorio provinciale!) i valloni della provincia di rifiuti di ogni genere. Che geni...perché pensare ad un modo alternativo di riciclare, come, ad esempio, alla costosa ed inutile co-generazione? Con il sistema dei geni si evita anche il noioso e dispendioso processo in discarica per creare il prezioso percolato da immettere… nella rete idrica !!! Nei fiumi ora le preziose sostanze...ci vanno direttamente! Quello di seppellire le scorie tossiche, seppellendo magari il rimorchio del tir, che le trasportava, nelle zone montane, è una tecnica obsoleta :questa raffinatissima concimazione a lenta cessione era una tecnica della quale la collettività non poteva beneficiare integralmente, ora si fa tutto alla luce del sole, ovviamente frazionando le sostanze…ma ce ne è un po’ per tutti, per fortuna. E' un modo per pensare anche ai nostri figli, perché i geni non hanno rinunciato alla lenta cessione. Bravi!
Al di là di queste amare considerazioni, ho letto, che la soluzione, per alcuni, sarebbe che la tutela del paesaggio venisse calata dall'alto. Personalmente ciò mi sembra insufficiente, se non proprio sbagliato. Dall'alto ci si vuole impossessare dell'acqua, dall'alto si fa la stessa cosa delle risorse minerarie ed energetiche di un popolo, dall'alto si impone una pseudo-cultura per favorire uno stile di vita futile e consumistico, dall’alto si impongono le discariche, dall’alto si decidono le guerre. Credo invece che lavorare a tessere o ricucire i legami, spesso scuciti proprio da una certa mentalità moderna, tra comunità e territorio, senza chiudersi nei particolarismi, sia la vera via.
Il problema ambientale poi ha diversi aspetti, dei quali quello del ricorso alle fonti alternative ed alla riduzione di immissione di inquinanti nell'ecosistema sono solo alcuni. Il problema infatti è legato anche, ad esempio, alla riduzione del consumo di energia. Su questo fronte quello che si fa oggi si limita alla riduzione degli sprechi ed al miglioramento dell’efficienza. E' già molto, quando viene fatto sul serio, ma purtroppo questo non basta: bisogna cambiare gli stili di vita. Chi è in grado di incamminarsi su questa via precorrerà i tempi. In certuni il senso della sacralità della vita e della natura, che ci circonda, impone questa scelta a prescindere dai risvolti ambientali o economici. La mentalità di un popolo è inscindibile dal degrado o dal fiorire del territorio nel quale si esprime, anche quando questo popolo subisce un’involuzione e rinuncia a farlo.
Invito tutti coloro i quali sono interessati, a fornire, in questa sezione del forum, contributi per la conoscenza dello stato del territorio, della rete fluviale, dei sentieri e degli itinerari naturalistici, sollevando problemi, suggerendo soluzioni, sollecitando interventi, magari sottoponendo a discussione informazioni sulla flora, sulla fauna, ecc.. (Luca Zolli).

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Re: Il territorio e la tutela dell'ambiente

Messaggio Da vincenzo lepore il Lun Apr 21, 2008 12:38 pm

Caro Luca Ho letto con molta attenzione ciò che hai scritto. Condivido in molte parti del tuo discorso, ma vorrei precisare su alcune cose. Cambiare lo stile di vita è già in atto. Molti stanno già cambiando le loro abitudini. Lo stanno applicando soprattutto coloro che avevano un tenore di vita al di sopra delle loro possibilità e che oggi non riescono più ad arrivare a fine mese. Tu focalizzi molto il problema sul modo di consumare energia. Purtroppo abbiamo imparato attraverso il consumismo ad avere tutto basta pagare. Oggi viviamo in un momento di recessione e i soldi non bastano più. La politica del nostro territorio esprime le nostri abitudini, ecco perchè poi non riusciamo a modificare le nostre attività. L'inciviltà che dici, è dovuto non alle nostre buone maniere, ma ai controlli non fatti. Iniziamo a far rifunzionare le istituzioni e poi vedrai come le cose cambieranno. Non entro nel merito delle tue ricette su come consumare meno o altre forme di energia, tutte giuste, ma ti dico che il popolo si deve liberare dell'oppressione politica clientelare ed iniziare ad esprime le proprie idee e fare parte attiva. Saluti, Vincenzo

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Urbanizzazione

Messaggio Da Admin il Mar Lug 22, 2008 10:47 am

Oltre al problema dello sviluppo rurale, credo sia necessario ripensare quello dell’urbanizzazione. Questo è un problema che spesso, purtroppo, è affrontato in maniera parziale. Spesso si parte da discorsi molto fumosi per nascondere interessi non riguardanti la collettività. Questi discorsi vanno affrontati per evidenziarne subito le contraddizioni e ritorcerle contro chi li mette in atto ( è una tattica ottima anche negli scacchi). Poi non bisogna lasciare a coloro che hanno interessi non collimanti con quelli della collettività e legati all’urbanizzazione niente di acquisito e battersi sulla riqualificazione del già costruito, prima di costruire dell’altro. Bisogna pretendere aree verdi, tirare via dalle città quanto più asfalto e cemento (oltre che plastica ed altri materiali tossici) è possibile per mettere a dimora alberi e rampicanti, chiedere l’abbattimento dei mostri inutilizzati e realizzare aree verdi. Personalmente mi batterei perché venga creata la possibilità permanente di realizzare produzioni agricole nel perimetro urbano e legarla in maniera strutturale alla crescita urbana. Pretenderei che venissero ripensati gli stessi assetti urbanistici in funzione dello sviluppo della socialità, del rispetto dell’ambiente e delle produzioni alimentari, pensandoli cioè in funzione degli uomini. Se si studiassero approfonditamente alcuni modelli di urbanizzazione dell’antichità si scoprirebbe quale concezione, radicalmente diversa, dell’uomo vi è sottesa. Da questa concezione, che spesso è la stessa che ha generato i prodotti tipici, abbiamo ancora tanto da imparare (Luca Zolli).

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